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vangelo e sacramenti
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domenica, 27 aprile 2008

 Home page

A N I M A  M E A

 

campanone1-grandeLA CAMPANA HA SUONATO...

ADDIO alda merini POETESSA

DELL'ANIME DOLENTI.

CONTINUA A FARCI DEL BENE.

O poesia che oramai
gemi per terra straziata da mille orrori
quante volte ti hanno uccisa
mentre innocentemente
cercavi un fiore nel Paradiso

Le donne vogliono il tuo indirizzo
e non sanno che tu non hai una casa
ma vivi errabonda nel giardino dell'Eden
e non hai alcun peccato.

Sei sola nella dimora degli Angeli
attaccata alla catena di Dio

(A Lucio Dalla)

LA VOCE DI ALDA IN http://www.giovanninuti.com/site/index.html

Seleziona SULL'ORLO DELLA GRANDEZZA

NOVITA'

 
 
"A vedere il modo in cui i malati sono trattati negli ospedali, si direbbe che gli uomini abbiano inventato questi tristi asili non per curare gli ammalati ma per sottrarli agli occhi delle persone felici, delle quali questi sventurati turberebbero le gioie" (Nicole de Chamfort - Massime e pensieri -1700).

 audio San Paolo - Rinaldo Fabris

martini-carlo1MARTINI: “Sento la morte come imminente”

FORUM | BLOG

http://ANGULO.unblog.fr/ 

PAMPURI La Parola nel cuore la Bibbia nello zaino

 

grün - forza fede matura

 Mancuso Vito.jpg

Vito Mancuso - l'anima e il suo destino

Giovanni 14:1-4
 
gesu_belloIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
  • “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
  • Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto.
  • Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.
  • E del luogo dove io vado, voi conoscete la via”.

Tommaso apostoloGli disse Tommaso:

  • “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”.

Gli disse Gesù:

  • “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

 

martini-carlo1MARTINI: “Sento la morte come imminente

Itinerari terapeutici:

1 - L’ ITINERARIO SPIRITUALE DEI DODICI - IL MISTERO DI DIO - C. M. Martini

1 - RIFLESSIONI SUL MISERERE - SCUOLA DELLA PAROLA - C. M. Martini

affettività - raffaella iafrate

 

Esistono medici per curare il cuore,

medici per curare i denti,

medici per curare il fegato,

ma chi cura il malato?

SACHA GUITRI


 

 

San Riccardo Pampuri  1179235202285AMBULATORIO

Fra Riccardo Dott. Pampuri o.h.

Ho un dolore qui:

SAN RICCARDO INTERCESSORE I miracoli esistono ancora

 

 

buon2009_pic

Amica/o, se sei nella sofferenza, continua testardamente il tuo cammino di ricerca.
  • Se hai la fede, vivi la tua situazione tenendo la mano salda in quella del Signore e ti accorgerai che dalle tribolazioni uscirai più forte, vittoriosa/o interiormente.
  • Non ti senti credente? Dal momento che sei qui, certamente sei una persona PENSANTE. Su questa strada potresti trovare quello che cerchi.
 
Personalmente ho scoperto che è meglio fare i conti con la sofferenza, relazionarsi con essa, piuttosto che intristirsi e schifarla.
.
Quando si presenta, cerco di capire che cosa Dio vuole da me. Se la sofferenza viene è per dirmi qualcosa. Fosse anche solo di non mangiare troppo o di non eccedere nel bere o di dedicare le giuste ore al sonno.
.
Ma sa dire anche di più: perfino svelarmi cose di me che io per primo non sapevo, di cui non ero a coscienza.
.
Quando succede, c’è sempre un’opportunità di crescere che ci viene offerta. Meglio coglierla e farne uno strumento di liberazione interiore.
.
E’ il mio auguro per l'Anno Nuovo e per te prego perché Qualcuno passi da casa tua a convincerti del dono.
 
Signore, FARO di questo sito, illumina e benedici tutti i naviganti che trànsitano sulla rotta del "perché soffrire?".

CORPUS MEUM

  • CARNE
  • PSICHE
  • INCONSCIO
  • SPIRITO
  • tutto il mio ESSERE vuole sopravvivere a se stesso, UNICO e IRRIPETIBILE

E  G  O

Michelangelo_Caravaggio_065

Mamma mia !

suicidio

Suicidio ? No grazie!

SOS fatebenefratelli

Cocorite 2521580851SEI ANCORA IN TEMPO.

.

 

.

HAI DUE ALTERNATIVE:

  • o non proseguire 

  • Oppure, ricordando il monito di Antonio, padre di tutti i monaci: "Chiuque non subirà la tentazione non potrà entrare nel Regno dei Cieli",  attraversare, come i discepoli di Emmaus, riscoprendo parole del Vangelo ancora accese, ancora incandescenti, : "Non ci bruciava forse il cuore alle sue parole?" [Lc. 24,32]).

Naturalmente "Antonio attraversava la tentazione contrapponendo alle parole del diavolo le parole della Sacra Scrittura di cui potresti qui anche innamorarti." (Vita di Antonio 5,5-6)
.

Discepoli_emmaus

.

Gesù- Volto_di_cristo_apparizioni -Giotto-1"Riceverete la forza dello Spirito Santo, che sta per scendere su di voi.

- Allora diventerete miei testimoni in Gerusalemme,

- in tutta la regione della Giudea e della Samaria

- e in tutto il mondo". (Atti 1,8)  

.

Aina e Riu in kimono 20060909

Amico, se non sei di fretta

  • Togliti i calzari  (sicurezze, pregiudizi, resistenze...) perché stai per entrare in un luogo sacro. 
  • Cammina in punta di piedi perché qui si parla dell'Uomo. Di donne e uomini che non sanno dove sbattere la testa.
  • Predisponiti all'ascolto con la musica di Bach e rifletti su queste parole:
  • "Cos'è  mai un uomo, così piccolo e fragile, perché ti ricordi sempre di lui e lo tratti con tanta tenerezza?" Salmo 8

Domo Arigatô !
Cocorite 2521580851 

Cristo_medico  Artista Olandese Ignoto del XVII secolo - Olanda, Leiden, Museo medico-storico-scientifico del Dott. Boerhaave

Artista olandese ignoto del XVII secolo.

Cristo Medico

"Kathegetès"

"Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori" (Mt 9,13)

"Voi mi chiamate Signore e Maestro; e dite bene, perché lo sono.Ma non fatevi chiamare kathegetài" . (Gv 13,13)

  • "Kathegetài" è un vocabolo tradotto dalla Vulgata con magistri; in realtà il termine in greco significa: colui che guida, colui che indica la strada, il percorso.
  • Perché non dovete farvi chiamare kathegetài? Perché «uno solo è il vostro kathegetès», la vostra guida.

Compianto 640px-Giotto_-_Scrovegni_-_-36-_-_Lamentation_(The_Mourning_of_Christ)

PASSIO CHRISTI CONFORTA ME

Tölzer Knabenchor Ave Verum

380px-Wolfgang_Leopold_Nannerl
« Ave Verum Corpus natum de Maria Virgine
Vere passum, immolatum in cruce pro homine,
Cujus latus perforatum unda fluxit et sanguine,
Esto nobis praegustatum in mortis examine.
O Iesu dulcis, O Iesu pie,
O Iesu, fili Mariae,
Miserere mei.
 Amen»

Ave, o vero corpo, / nato da Maria Vergine, / che veramente patì e fu immolato / sulla croce per l'uomo, / dal cui fianco squarciato / sgorgarono acqua e sangue, / fa' che noi possiamo gustarti / nella prova suprema della morte. / O Gesù dolce, o Gesù pio, / o Gesù figlio di Maria, / Pietà di me. Amen.

 

Aperi, Domine, + os meum ad benedicendum nomen sanctum tuum; munda quoque cor meum, ab omnibus vanis, perversis, et alienis cogitationibus: intellectum illumina, affectum inflamma

 

Apri, Signore, + la mia bocca a benedire il tuo santo nome; purifica il mio cuore da ogni pensiero vano, perverso o estraneo: illumina il mio intelletto, infiammami d'amore per te, affinché possa annunciare la tua PAROLA in modo degno, attento e devoto, e la mia preghiera meriti di essere esaudita al cospetto della tua Maestà divina. Per Cristo nostro Signore. Amen.

ut digne, attente ac devote hoc VERBUM annuntiare valeam, et exaudiri merear ante conspectum divinae Majestatis tuae. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

"OGGI, se udite la Sua voce, non indurite i vostri cuori" (Ebrei 3,7)

Spirito Santo - CenacoloSpirito Santo, volami nel cuore !

Pietro salvato mentre annega 39_19_TO_08 

 

Il soffio ossigenante dello Spirito

è venuto a risvegliare nella Chiesa energie sopite, 

a resuscitare carismi dormienti, 

a infondere quel senso di vitalità e letizia che, ad ogni epoca della storia, definisce giovane e attuale la Chiesa stessa". (Paolo VI al Collegio cardinalizio - 21 Dicembre 1973). 

 

Giovanni Paolo INon sono gli sbagli che noi abbiamo compiuto a definire il nostro rapporto con il Signore.

  • È invece la sua misericordia che ci dà la possibilità di ricominciare;
  • l suo occhio vede non ciò che siamo stati,
  • non quello che siamo,
  • ma quello che possiamo diventare se abbiamo questa fiducia di poter offrire la nostra vita nella carità.

PREAMBOLO  

Ispirato da una certa visione della vita

- che proverò a sintetizzare -

mi pongo come interessato a considerare

le altrui posizioni ed a rispettarle,

in un confronto leale.

Pietro salvato mentre annega 39_19_TO_08Parto dalla consapevolezza che, mentre la sapienza psichica di questo mondo (1Cor 2,6), (laica non necessariamente nel senso di laicistica) lavora, con la sincerità di cui è capace, per la umanizzazione del mondo al fine di liberare l’uomo,

il discepolo di Gesù (l’uomo pneumatico) è messo a parte dallo Spirito di Dio di un progetto di salvezza - liberazione -dell’uomo, che è propriamente divino, e che nessun occhio, né orecchio, né cuore “laico” può mai arrivare a sospettare e ad apprezzare (1 Cor 2,9).

L’uomo psichico è giunto a concepire che si può liberare l’uomo, mediante la umanizzazione del mondo, della società, delle sue strutture, delle relazioni sociali e internazionali;

Lo Spirito insegna a discernere e a non confondere (1Tess. 5,19-22):

  • non un mondo più umano può davvero liberare l’uomo,

  • ma solamente uomini diventati figli di Dio nel Figlio unico possono liberare il mondo.

Credono che non c’è da attendere che il mondo  -società, stati, famiglie, ambienti, comunità, ospedali– sia disinquinato, per cominciare a vivere da uomini. Lo Spirito di Dio dà forza per cominciare oggi, ADESSO a vivere da figli di Dio, dovunque ci si trovi (Lc 10, 28-37).

“Il cristiano maturo ricorda quanti mali sono derivati, nella storia, all’umanità, alla chiesa,

  • dalla confusione della psiche e dello Spirito,
  • delle parole di Spirito con le parole di sapienza umana,
  • delle imprese destinate alla “polis” degli uomini e di quelle concernenti la Chiesa di Dio, Sposa di Gesù”.  (F.Rossi de Gasperis s.j).

 

Io "batezzato" il 24 Novembre 1942

e "cresimato" il 29 Settembre 1950,

ho una altro buon motivo che mi spinge

 nella direzione del disagio psichico:  è il

" Guai a me se

non  evangelizzo! " 

(1 Corinti 9, 1-23)

 

Vuol dire che mi rivolgo ai "lontani"? Certamente. Ma con una precisazione: a cominciare da me che non oso per niente considerarmi un "vicino", dal momento che perfino l'apostolo Paolo, proprio lui, riteneva di essere un lontano, anzi uno dei più lontani: "Il primo dei peccatori" (1 Tess 1,17). 
Ciò significa che bisogna andare cauti prima di sentirsi i "vicini".  Sarebbe un guaio dimenticarsi di essere innanzitutto destinatari e termine dell'Evangelo e quindi, per qualche aspetto almeno, dei lontani.
Se guardo alla mia anima, come posso ignorare che qualche spiaggia recondita del mio mondo interiore resta ancora non penetrata dalla luce di Dio? 
C'è, c’è in me qualche lembo di terra infedele, dove ancora la Croce del Signore Gesù non è  stata piantata. Se sento il bisogno di evangelizzare
  • è proprio perché patisco per  primo la fame della Buona Notizia,
  • la provocazione della Parola divina che mi  inculca il desiderio, mi stimola a divorarla con  bramosia, fino alla sazietà,
  • a farne criterio delle mie peruasioni,
  • norma dei miei comportamenti individuali e sociali. 
 
Mi piacerebbe poter asserire che "sono felice come una Pasqua". In realtà, di paure e fragilità è popolata la mia mente e una sottile costante sofferenza affligge il cuore.  Ma almeno "vestito di  Pasqua", questo sì, lo posso affermare per via del Battesimo. Poiché credo davvero che Cristo sia risorto, allora non ho dubbi che Egli
  • possa  passare di porta in porta,
  • visitare uno a uno, 
  • solo con il solo,
  • a raccontare la Sua divina esperienza d'uscire dal sepolcro,
  • a dirci del nostro passato quel che abbiamo dimenticato,
  • a cicatrizzare antiche ferite,
  • a svelarci del nostro futuro, non tanto le curiosità ma le certezze che già conosciamo  per fede.
 
Buona Pasqua di risurrezione ad ogni navigante.

Perchè cercate tra i morti_ Non è qui. è risorto “Perché

cercate tra i

morti colui

che è vivo?

Non è qui, è

risuscitato."

Luca 24, 1-12

 

"...11Noi abbiamo seminato per voi beni spirituali.
...sopportiamo ogni specie di difficoltà, per eliminare qualsiasi ostacolo all'annunzio di Cristo.
... per quelli che annunziano il Vangelo, il Signore ha stabilito che hanno il diritto di vivere di questo lavoro.  
  • 15Io però non ho mai fatto uso di questo diritto. E non vi scrivo per pretenderlo ora. Piuttosto preferisco morire! Nessuno potrà togliermi questo vanto.
  • 16Infatti non posso vantarmi di annunziare la parola del Signore. Non posso farne a meno, e guai a me se non annunzio Cristo.
  • 17Se avessi deciso di annunziarla di mia spontanea volontà, sarebbe giusto che ricevessi una paga. Ma poiché mi è stato imposto di farlo, compio semplicemente il mio dovere.
18Quale sarà dunque la mia ricompensa? La soddisfazione di annunziare Cristo gratuitamente, senza usare quei diritti che la predicazione del Vangelo mi darebbe.
  • 19Io sono libero. Non sono schiavo di nessuno. Tuttavia mi sono fatto schiavo di tutti, per portare a Cristo il più gran numero possibile di persone.
  • 20Quando sono tra gli Ebrei, vivo come loro, per portare a Cristo gli Ebrei. Io non sono sottoposto alla legge di Mosè, eppure vivo come se lo fossi, per condurre a Cristo chi è sottoposto a quella Legge.
  • 21Quando invece mi trovo tra persone che non conoscono quella Legge, vivo come loro senza tenerne conto, per portare a Cristo chi è senza Legge. Questo non vuol dire che io sia privo di obblighi verso Dio, anzi sono sottoposto alla legge di Cristo.
  • 22Con i deboli nella fede, vivo come se anch'io fossi debole, per condurli a Cristo. Cerco di adattarmi a tutti per salvarne a ogni costo alcuni.
23Tutto questo lo faccio per il Vangelo, e per ricevere anch'io insieme con gli altri ciò che esso promette".(1 Corinti 9, 1-23)

"Sotto il segno dello Spirito"

Gesu’ disse alla Samaritana: SE TU CONOSCESSI IL DONO DI DIO…!(Gv 4,10)

CREDERE?

Il Card. Martini, nel ricordarci che CREDERE è una parola-chiave dell'esperienza cristiana ci ricorda anche che spesso è parola-abusata. Il Vangelo di Marco all'inizio della predicazione di  Gesù: " Gesù predicava il Vangelo di Dio e diceva: il tempo è  compiuto e il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al vangelo" (1,15)

"Credete": per essere più precisi, il termine greco usato da Marco e tenendo presente anche il vocabolo ebraico che vi sottostà, andrebbe tradotto così: "Appoggiatevi al Vangelo, affidatevi al Vangelo". E' l'esperienza di Israele: di chi si affida , si appoggia su una roccia, di chi si sente saldo perché è appoggiato a qualcuno molto più forte di lui. Sembra facile ma è difficilissimi fidarsi veramente di qualcuno

Oggi la fede che qui ti viene proposta è proprio questa:

                                  fidati del Vangelo!

 Perciò affìdati, abbandònati, appòggiati all'iniziativa di Dio che  ti viene incontro nella persona di Gesù, vivente oggi, risorto,  nella Chiesa e nella storia. 

02:08

Ero vobiscum usque

promessa.gif

ad consumationem saeculi

 

 

PER CAPIRCI, PER

CAPIRE

una riccetta dell'Arcivescovo pensata con

fede cattolica ma che non controindicazioni 

e che può far bene a tutti, credenti o non,

perché,comunque, pensanti:

 "Insegnare la fede in questo mondo rappresenta nondimeno una sfida. Per essere preparati, bisogna fare proprie queste attitudini:
  • Non essere sorpreso dalla diversità. Non avere paura di ciò che è diverso o nuovo, ma consideralo come un dono di Dio.
  • Prova ad essere capace di ascoltare cose molto diverse da quelle che normalmente pensi, ma senza giudicare immediatamente chi parla.
  • Cerca di capire che cosa ti viene detto e gli argomenti fondamentali presentati.
  • I giovani sono molto sensibili ad un atteggiamento di ascolto senza giudizi. Questa attitudine dà loro il coraggio di parlare di ciò che realmente sentono e di iniziare a distinguere che cosa è veramente vero da ciò che lo è soltanto in apparenza.
  • Come dice San Paolo: «Esamina tutto con discernimento; conserva ciò che è vero; astieniti da ogni specie di male» (1 Ts 5:21-22).
  • Corri dei rischi. La fede è il grande rischio della vita. «Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt. 16,25). Tutto deve essere dato via per Cristo e il suo Vangelo.
  • Sii amico dei poveri. Metti i poveri al centro della tua vita perché essi sono gli amici di Gesù che ha fatto di se stesso uno di loro.
  • Alimentati con il Vangelo. Come Gesù ci dice nel suo discorso sul pane della vita: «Perché il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo» (Gv. 6,33).

Gesù Maestro bronzocopertaPREGHIERA, UMILTÀ E SILENZIO

Per aiutare a sviluppare queste attitudini, propongo quattro esercizi:


1. Lectio divina. È una raccomandazione di Giovanni Paolo II: «In particolare è necessario che l'ascolto della Parola diventi un incontro vitale, nell'antica e sempre valida tradizione della lectio divina che fa cogliere nel testo biblico la parola viva che interpella, orienta, plasma l'esistenza» ( Novo Millennio Ineunte, N. 39). «La Parola di Dio nutre la vita, la preghiera e il viaggio quotidiano, è il principio di unità della comunità in una unità di pensiero, l'ispirazione per il rinnovamento continuo e per la creatività apostolica» ( Ripartendo da Cristo, N. 24).
2. Autocontrollo. Dobbiamo imparare di nuovo che sapere opporsi alle proprie voglie è qualcosa di più gioioso delle concessioni continue che appaiono desiderabili ma che finiscono per generare noia e sazietà.
3. Silenzio. Dobbiamo allontanarci dalla insana schiavitù del rumore e delle chiacchiere senza fine, e trovare ogni giorno almeno mezz'ora di silenzio e mezza giornata ogni settimana per pensare a noi stessi, per riflettere e pregare.
Questo potrebbe sembrare difficile, ma quando si riesce a dare un esempio di pace interiore e tranquillità che nasce da tale esercizio, anche i giovani prendono coraggio e trovano in ciò una fonte di vita e di gioia mai provata prima.

4. Umiltà. Non credere che spetti a noi risolvere i grandi problemi dei nostri tempi. Lascia spazio allo Spirito Santo che lavora meglio di noi e più profondamente. Non cercare di soffocare lo Spirito negli altri, è lo Spirito che soffia. Piuttosto, sii pronto a cogliere le sue manifestazioni più sottili. Per questo hai bisogno di silenzio.
Fonte: Articolo pubblicato su Avvenire il 27 luglio 2008

umationem saeculi.

 

Levis Clive Staples

 Clive Staples LEWIS November 1898 – 22 November 1963),

Nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia tanto alla paura. Non che io abbia paura: la somiglianza è fisica. Gli stessi sobbalzi dello stomaco, la stessa irrequietezza, gli sbadigli. Inghiotto in continuazione.

lewis-diario di un dolore

 

 

notte-di-luna-posticcia

ANIMA

 

Mea
Mamma mia che confusione !
 
Lagonia di Gesù nell
"Intanto raggiunsero un luogo detto Getsèmani.
Gesù disse ai suoi discepoli: "Restate qui, mentre io pregherò".
E si fece accompagnare da Pietro, Giacomo e Giovanni.
Poi cominciò ad aver paura e angoscia, e disse ai tre discepoli: 
"Una tristezza mortale mi opprime. 
 Fermatevi qui e state  svegli".
 
36Diceva:  "Abbà, Padre mio, tu puoi tutto.
Allontana da me questo calice di dolore! Però, non fare quel che voglio io, ma quel che vuoi tu".

...Gesù si staglia solitario, al centro della scena, inginocchiato sulle zolle di quell’orto.
Come ogni persona quando è in faccia alla morte, anche Cristo è attanagliato dall’angoscia: anzi, la parola originaria che l’evangelista Luca usa è «agonia», cioè lotta.
La preghiera di Gesù è, allora, drammatica, è tesa come in un combattimento, e il sudore striato di sangue che cola sul suo volto è segno di un tormento aspro e duro.
I
l grido è lanciato verso l’alto, verso quel Padre che sembra misterioso e muto: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice», il calice del dolore e della morte.
Anche uno dei grandi padri di Israele, Giacobbe, in una notte cupa, alle sponde di un affluente del Giordano, aveva incontrato Dio come una persona misteriosa che «aveva lottato con lui fino allo spuntare dell’aurora».(Cf. Genesi 32, 23-32.)
Pregare nel tempo della prova è un’esperienza che sconvolge il corpo e l’anima e anche Gesù, nelle tenebre di quella sera, «offre preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che può liberarlo dalla morte».(Cf. Ebrei 5, 7.)
* * *
Nel Cristo del Getsemani, in lotta con l’angoscia, ritroviamo noi stessi quando attraversiamo la notte del dolore lacerante, della solitudine degli amici, del silenzio di Dio.
E' per questo che Gesù — come è stato detto—«sarà in agonia sino alla fine del mondo: non bisogna dormire fino a quel momento perché egli cerca compagnia e conforto»,(Blaise Pascal, Pensieri, n. 553 ed. Brunschvicg) come ogni sofferente della terra.
In lui noi scopriamo anche il nostro volto, quando è rigato dalle lacrime ed è segnato dalla desolazione.
Ma la lotta di Gesù non approda alla tentazione della resa disperata, bensì alla professione di fiducia nel Padre e nel suo misterioso disegno. Sono le parole del «Padre nostro» che egli ripropone in quell’ora amara: «Pregate per non entrare in tentazione... Non sia fatta la mia, ma la tua volontà!».
Ed ecco, allora, apparire l’angelo della consolazione, del sostegno e del conforto che aiuta Gesù e noi a continuare sino alla fine il nostro cammino". (da Ravasi - Via Crucis Colosseo - I stazione)
 
EcceHomoGenova Caravaggio

"Abbà-Padre mio"(Gal 4,6)

Questo è il Suo modo di stare davanti a Dio.

eccehomo

CROCIFISSO - DAlessandro001

SE QUESTO E' UN DIO !?

Cristo Porta la Croce, di Marco Palmezzano XVI secolo 0312je47

Anima mia, non pensare male di Lui:
gli è impossibile
fare altro.
E - vedrai ! -
il Male non vincerà.
(David Maria Turoldo)

Katia Ricciarelli - Pergolesi - Stabat Mater (Dolorosa)

STABAT...
NO: STA ANCORA...
 
Cujus animam gementem
Contristatam et dolentem
Pertransivit gladius...
La sua anima gemente
contristata e dolente
era trafitta da una spada...
 
 
"...Un giorno decise: “Aggiungi un posto a tavola...!”
E si creò l’uomo perché fosse uno di Casa Trinità.

“Ci ha predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo perché egli sia il primogenito tra molti fratelli” (Rm 8,29). 
.
...E un giorno "il Prototipo" divenne visibile in una vicenda umana: il senso e il film in anteprima della nostra esistenza, se la si vuole portare a piena riuscita".
 
Stabat Mater  -2- Cujus animam gementem  

Con un fuoco nel cuore

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campanone1-grandePer chi suona la campana?

Parlano le vittime della 180

 

 Turoldo 92616EAfflitto da tumore al pancreas e dal progressivo disfacimento fisico, fu esemplare nel sopportarlo;

la sua poesia degli ultimi anni denota il tormento interiore davanti al silenzio di Dio che si faceva più assordante, quanto più egli anelava la sua Voce: 

  • Dio e il Nulla – se pur l’uno dall’altro si dissocia…Tu non puoi non essere Tu devi essere, pure se il Nulla è il Tuo oceano

“Perché anima mia, sei così triste,
perché sospiri e ti abbatti su me?”

Nel tuo Dio e Signore confida!

Potrò ancora cantar le sue lodi,
lui, del mio volto salvezza, mio Dio"

(Padre Turoldo, dalla rielaborazione del Salmo 43)

 

FUOCO Large_bonfireAll’incontro cercato nessuno giunge… 

Notte fonda, notte oscura ci fascia – nera sindone – 

se tu non accendi il tuo lume, Signore!”. 

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Audioscatti: David Maria Turoldo (poesie) 

Oh quale per Te tenerezza mi ispira 
Il carico di errate preghiere
Onde si crede di renderti onore

Turoldo Angoscia e Disperazione

.

Dopo un itinerario in vari luoghi di cura, morì nel Convento di San Carlo a Milano il 6 febbraio 1992; i suoi funerali videro la partecipazione di una folla incontenibile, fra cui la gente semplice [Tra costoro c'ero anch'io] e gli intellettuali si mescolavano per ore sfilando davanti alla sua bara.  

Carlo Maria Martini a Roma imagesPresiedette le esequie il cardinale Carlo Maria Martini che, qualche mese prima della morte, aveva consegnato a padre Turoldo il primo “Premio Lazzati”, chiedendogli così pubblicamente scusa a nome della Chiesa di tanti torti subiti.

Un secondo rito funebre ebbe luogo nella sua Casa di Sant'Egidio di Fontanella, nel cui piccolo cimitero fu sepolto.

Mozart - Requiem - Lacrimosa
Mozart - Requiem - Lacrimosa
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samaritana AL POZZO
 
 
 
 
 

 

 .

'Prendimi l'anima' 

 .

 

..

jung04"Io sono semplicemente convinto che qualche parte del Se' o dell'Anima dell'uomo non sia soggetta alle leggi dello spazio e del tempo". (G. Jung)  jung fusaro carotenuto
.
 
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Rose rosa 258475851_ac0ef6ca2cDa oggi,"i care", mi sta a cuore, m'interessa...
 
"Nel vocabolario di Dio non esistono nomi collettivi: ciascuna persona Gli sta a cuore"
.
Tutto ciò che appare immodificabile può essere cambiato
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Ma la svolta non origina da un percorso di introspezione che scopre le cause di un problema del passato. Si tratta piuttosto di lavorare sui disturbi nel presente utilizzando il linguaggio come mezzo di suggestione e persuasione al cambiamento.
.
Patendo da questa teoria che appartiene a Paul Watzlawick, è possibile sfruttare le enormi potenzialità della comunicazione umana per dare fiducia a chi è in difficoltà.
.
Una volta abolite le tichette che condannano per sempre un paziente alla sua malattia sarà possibile costruire una realtà migliore.
 
RIPENSAMENTI
 
Questo blog nasce come
 INVOCAZIONE ALLO SPIRITO
per chieder
e il dono dei
 RIPENSAMENTI

Rose rosa 258475851_ac0ef6ca2cSul diagio psichico Chiesa e Stato, scienziati, uomini di cultura e società civile, tutti abbiamo alle spalle peccati da farci perdonare:  in  pensieri, parole, opere ed omissioni.

 

E' sconsigliabile battere il petto del vicino di banco.

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Meglio accettare l'ammonimento di Pietro che, davanti al Sinedrio e a tutto il popolo, ha il coraggio di testimoniare: "Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo alla croce". (Atti 5,30).

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Scrive Raniero La Valle che "Risorgere non è mai un atto autonomo, autoreferenziale.

  • Nessuno risorge da solo.

  •  Un morto, se non è morte apparente non risuscita. 

  • Se risuscita è perché è risuscitato da un altro.

  • Risuscitare non è un verbo riflessivo, è un verbo transitivo, attivo e passivo: si è RI-SUSCITATI, come c'è qualcuno che RI-SUSCITA, ciè che rimette in vita, che sveglia dal sonno, che fa apparire lo scomparso, che fa riemergere il nascosto, che riveste lo spogliato, che rialza chi si è abbassato, che risarcisce chi è stato umiliato, che risolleva dalla kénosis".

Nel caso del Nazareno ? "Questo il Padre  ha fatto in modo eminente con Gesù. Ma è solo il Padre che ha resuscitato Gesù, o non è anche Gesù  che ha risuscitato a una nuova vita il Padre?"

L'obiezione è interessante e cercherò di approfondirla. Nel frattempo, vale la pena riascoltare due interpreti di quella "Morte di Dio di cui parla Friedrich Nietzsche...

I NOMADI-DIO è MORTO-LIVE CANTAGIRO 1967

AddedI NOMADI-DIO è MORTO-LIVE CANTAGIRO 1967

PRELUDIO

Eccomi sono la serva del Signore (Lc 1,38)

L' EVENTO: (Lc 1,38)

video

                                         LA TRADIZIONE: GIOACCHINO E ANNA

Visitazione della  Beata Vergine Maria

 IL MISTERO SVELATO. Nel villaggio di AIN  KARIM: la sola persona in grado di capire...

"Qualche volta mi domando perché è così essenziale per un ragazzo sentirsi capito dai genitori. In Europa è abbastanza diffuso il problema dell'incomprensione tra genitori e figli. Credo che per un giovane sia tanto importante perché nel capirsi sta la paternità e la figliolana:

  • FIGLIO significa essere capito

  • PADRE vuol dire capire

L'accoglienza e la reciproca comprensione è, infatti, una delle chiavi analogiche del mistero trinitario:

  • il Padre è il capire

  • il Figlio è colui che è capito,

  • lo Spirito Santo è il reciproco capirsi.

Per questo la COMPRENSIONE è una categoria fondamentale dell'essere umano.

E Maria, proprio nel momento in cui si è sentita capita, ha proclamato nel canto ciò che aveva nel cuore e che non osava dire". (Carlo Maria Martini)

SINFONIA

MAGNIFICAT...

MAGNIFICAT...

MAGNIFICAT...

 Mamma mia che gioia !

" HO CAPITO CHE HAI CAPITO! "

 Hai capito! 02-Maria_Nazaret_N_Musio

Claudia Koll 3994b182b8d25596df4a1df9b600cbf0

Magnificat!

Ci siamo capiti!

video

 claudia_Koll conversione

SANGUE ED ACQUA...

Mara Venier intervista Claudia Koll

Mara Venier intervista Claudia Koll

Claudia Koll 4a41162e60b34cfc902c5acc4e193dd9

Magnificat!

I  bassifondi del vangelo

Mazzolari 91551Nel Vangelo i personaggi guasti sono parecchi. Se fosse un romanzo, i critici timorati farebbero le loro riserve, ma poiché è il Libro di Gesù, gli si levano contro i farisei di ogni tempo.

Uditeli: «Il Vostro Maestro va coi peccatori, mangia con loro: è amico dei pubblicani».

Ai Discepoli Gesù dichiara: «La gente sana non ha bisogno del medico»;

Ai farisei, in tono un po' diverso: «I pubblicani e le donne della strada vi precederanno nel Regno dei Cieli».

Lo scandalo del bene non è facilmente sopportabile. Ci vuole più fede per credere che «il Vangelo è predicato ai poveri» che per credere ai «ciechi che vedono, ai sordi. che odono, agli storpi che camminano, ai morti che risorgono» (Mt., 11, 4).

Se il Signore non fosse venuto per i malati, si potrebbe pensare che, a un certo momento del nostro discendere, possa venir meno la sua pietà.

Invece, la mia malattia aumenta la sua pietà. Perchè sono tanto infelice. Quando sono cattivo, Egli mi vuole tanto bene.

A i farisei che si vantavano d'essere «progenie di Abramo», il Signore risponde ch' Egli può cavare figli di Abramo anche dalle pietre.

Purtroppo, non tutti i grandi peccatori diventano grandi santi, dato che il peccato non è la condizione per divenir santi: ma se uno, che ha molto ardore nel male, si lascia prendere dalla grazia, porta nel bene eguale passione.

Se Gesù va in cerca di una creatura che si perde, vuol dire che in essa c'è qualche cosa che va raccolto per la gioia di tutti. Il «Rallegratevi con me... Vi dico che in cielo c'è ancora più allegrezza... ». (Don Primo Mazzolari)  mazzolari la samaritana

 
SE ANCHE LORO, PERCHE' NON IO?
 

 

MAGNIFICAT

ANIMA MEA

DOMINUM

ape_sul_fiore     

IL DRAMMA

alda merini_bioQuesto

blog volutamente si apre mettendo in cattedra una figura rappresentativa del mondo psichiatrico:

 Alda Merini che del "manicomio" sa tutto, molto più e meglio di noi, per averlo sperimentato ed aver

"patito sopra un legno ignudo"

 - badate bene -

 il "dolore dell'anima".

di Alda Merini

Alda Merini poetessa 1

  

YouTube - simone cristicchi - ti regalero' una rosa

rosa biancarosa rossa

 

rosa bianca

 

 

rosa rossa

  

TELEFONO

VIOLA  

CONTROinformazioni alle persone che hanno a che fare con la psichiatria,

di raccogliere denunce e se possibile intervenire nei casi di abusi ...

LOGO TELEFONO VIOLA

 http://isole.ecn.org/telviola/

 

video elettro-shock 

 

Magnificat - Mina  
 
Gesù è una fiamma d’amore,
lui purificherà il mondo,
brucierà le scorie del dolore,
ma per fare questo, figlio,
abbiamo patito sopra un legno ignudo
senza vesti
trafitti da misere spade.
 
Il suo è un dolore di carne,
il mio è un dolore dell’anima.
La mia anima urla, Gesù,
le mie carni soffrono.
Ridatemi le spoglie del mio bambino.
Non l’avessi mai visto correre per i prati,
non l’avessi mai sentito gridare dalla gioia,
non avessi mai incontrato il suo volto
così beato,
da rendermi beata fra le genti.
Non prendete mio figlio,
gente,
non rapitemi il cuore,
non è un bosco,
non è un abete,
è soltanto una rosa tenera.
 
Non toccategli il cuore:
io sono la madre,
per nove mesi
io l’ho costruito ed amato.
Non straziatemi il grembo.
Torrenti di uomini soli,
non fate che il vostro odio
tocchi le sue laudi
così alte
Donne,
non portatemi sotto la croce,
lasciatemi qui
in un groviglio di lacrime,
lasciatemi in un deserto.
Mio figlio occupava
tutti i deserti del mondo,
senza di lui non ci sarà più niente.
 
Mio figlio
era l’intera popolazione,
mio figlio
erano tutti gli ebrei.
Non portatemi via il figlio
o cadranno le vostre capanne
o cesseranno i vostri figli.
Lasciatelo stare,
egli ha riempito tutti i deserti.
Non isolatelo sopra una croce,
non fate di lui un uomo solo.
Ogni parte di lui è nelle vostre anime:
non spezzatelo come un pane.
Mio figlio,
vostro figlio,
il figlio di tutti.
Dio,
portami via lontano,
io sono una madre
che oramai muore là
vicino alla croce.
Io sono una madre
che non è stata nulla.
 
   
da “Magnificat, un incontro con Maria”
Alda Merinirosa bianca
poetessa

YouTube - DALL'ALTRA PARTE DEL CANCELLO

 

  

 

 
 

E SE SUCCEDESSE PROPRIO A TE, PSICOTERAPEUTA ? 

Sarebbe bello che ogni incontro fosse sconvolgente, pieno di stupore, facesse esultare il Bambino nel cuore di ogni TUO INTERLOCUTORE.

Dopo l'annuncio dell'Angelo, Maria si mette in viaggio "frettolosamente", dice S. Luca, per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio.  Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria.

E’ facile immaginare quali sentimenti pervadano il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall'angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l'inno del Magnificat, l'espressione "dell'amore gioioso che canta e loda l'amato" (S. Bernardino da Siena):

"La mia anima esalta il Signore,

e trasale di gioia il mio spirito...".

La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina,

  • la sua dignità di Madre di Dio,
  • la sua fede nella parola divina
  • la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre.

Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista, attendendo probabilmente altri otto giorni per il rito dell'imposizione del nome.

"Nell' Incarnazione - commentava S. Francesco di Sales - Maria si umilia confessando di essere la serva del Signore... Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perchè sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione".

CONCLUSIONE: Ogni buon terapeuta che sa muoversi in quest'ottica, - SCIENZA-FEDE-MISTERO - assisterà al prodigio del Bambino che esulta nel cuore del suo interlocutore. 

Buona Visitazione a tutti!

Ho fatto un sogno

 

  speciale 30 anni di 180

 

QUALE PSICHIATRIA ?

LA RISPOSTA:

"L'AVVENIRE DELLA MEDICINA E' LEGATA ALLA VISIONE CHE SI HA DELL'UOMO".

(Pierluigi  Micheli)

alberto maggiSiamo nati per soffrire?
Del resto non insegna la religione che il mondo è una valle di lacrime?
 
La valle di lacrime è la piscina personale delle persone pie che ci sguazzano.
Loro ci stanno benissimo in questa valle di lacrime dove ognuno ha la sua croce e dobbiamo accettare, sempre con un sospiro la volontà del Signore!
 
L’idea di Dio e della sua volontà stranamente, raramente o quasi mai viene associata all’idea di felicità.
  • Se pensate a Dio è più facile associarlo alla sofferenza che alla felicità;
  • se pensate a Dio è più facile associarlo al dolore che alla gioia.
Come mai tutto questo? È quello che cercheremo di vedere...

Ma c'è ancora qualcosa in cui credere?

 getmediaIl Card. Martini nella prefazione di un suo libro scrive di essersi spesso dovuto confrontare con questa e simili  domande che, del resto - lo ammette -  gli  nascevano dentro, provocate dalle esperienze, dalle letture e dagli studi, dalle sofferenze quotidiane della gente che incontrava o dalle catastrofi sociali o politiche.

"C'era un punto su cui convergevano tali esperienze e le sensazioni da esse suscitate: l'ANGOSCIA. Questo termine esprime un'esperienza così comune che basta evocarla per accorgersi che tanta gente si mette istintivamente in ascolto.

E' l'ANSIA che dasce dalla sicurezza rovesciata sulle cose che sembravano più solide e della fatica a trovare nel proprio bagaglio di nozioni delle risposte rassicuranti.

E' la PAURA di dover affrontare un futuro incerto rimanendo privi di quel poco di terreno solido che si era pensato di aver conquistato con la riflessione personale o con l'adesione semplice e fiduciosa a una tradizione religiosa ricevuta da persone che ci sembravano degne di fede.

E' la SOLITUDINE che sperimentiamo quando, di fronte ai problemi più grandi di noi, ci pare di non sapere più a chi affidarci.

Per questo ho sentito anch'io sovente in questi anni il bisogno di rifarmi a quelle realtà semplici e chiare su cui è possibile costruire, senza mentire a se stessi e senza disonestà intellettuali, un'esistenza capace di resistere alle tentazioni di ANGOSCIA che regolarmente ci assalgono.

"...La fede è un affidarsi a Dio che vince l'ANGOSCIA: non è un bagaglio di nozioni che esige un faticoso indottrinamento, è il bene più grande e liberante dell'uomo".

"Queste pagine  ["C'è ancora qualcosa in cui credere" - PIEMME] sono dunque una conversazone amichevole nella quale, a partire dai miei personali e non sempre facili cammini di ricerca, desidero entrare in comunione con altri che stanno facendi gli stessi cammini.

Ci troviamo uniti nella fiducia o almeno nel presentimento che ci deve pur essere qualcosa "a cui possiamo ancora credere" e che ogni ANGOSCIA UMANA può essere vinta quando risuona la parola di Gesù a Maria Maddalena:

  • "Donna, perché piangi" (Gv 20,13

o quella agli apostoli nella tempesta sul lago:

  •  "Coraggio, sono io, non abbiate paura" (Mt 14,27".

MARTINI e MICHELI 21be8b4dc671ef8496831bab0f8afc09

Il Car. MARTINI con il Dr. Pierluigi MICHELI e a sin. il Card. SALDARINI all' Università della Terza Età  di Piazza San Marco in  Milano.

 «È un vero maestro della "lectio divina", che aiuta a entrare nel vivo della Sacra Scrittura», ha detto di lui in piazza San Pietro Benedetto XVI.

 

"...si preferisce fare diagnosi di pazzia piuttosto che dover ammettere che un grande potenziale di conflittualità esasperata, di violenza, di cultura della morte è collocata proprio in mezzo a noi, nelle pieghe della quotidianità..." (Convegno martini e psichiatria

Martini: un aiuto per l' anima

Sulle tracce di Sant' Ignazio,  padre dei Gesuiti

VIE D' USCITA: La meditazione, il silenzio, la preghiera

 

 

Gli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia del Gesù, uscirono a Roma nel 1548. Articolati in quattro settimane, durante le quali si è messi in condizione di «cercare la volontà di Dio e trovarla nell' ordine della propria vita per la salvezza dell' anima», restano una delle guide per eccellenza dell' educazione spirituale.

Hanno una caratteristica: se gli Esercizi non vengono realizzati nell' ambito di un solido sistema pedagogico, sono incomprensibili. In essi entra soltanto chi sta cercando una via e, per trovarla, ha rinunciato alle cose superflue del mondo.

L' ultimo libro di Carlo Maria Martini, cardinale e gesuita, è appunto un corso di esercizi spirituali. O meglio, vi sono raccolti due di essi: il primo tenuto in Kosovo, presso il santuario di Letniça, ai seminaristi albanesi; il secondo a Nazareth, a un gruppo di sacerdoti milanesi. Gli incontri si svolsero tra il settembre e l' ottobre del 2003. Il titolo potrebbe sembrare macchinoso, La trasformazione di Cristo e del Cristiano alla Luce del Tabor, ma tale apparirà soltanto a coloro che cercano una religione da vivere senza fede, più o meno cervellotica. Martini spiega la scelta: «Nel mese di giugno, trovandomi a Gerusalemme, ho fatto i miei otto giorni di esercizi sul monte Tabor, al fondo della pianura di Esdrelon. È un luogo paradisiaco:

  • lì Gesù ha pregato di notte,
  • lì si è trasfigurato,
  • lì sono apparsi Mosè ed Elia,
  • lì Pietro, Giacomo e Giovanni hanno voluto costruire tre tende,
  • lì si è reso manifesto il raccordo di Gesù con il Primo testamento e con la passione, la morte e la resurrezione».

Quando si parla del monte Tabor e del prodigio ricordato, il riferimento va a un episodio descritto nei Vangeli: davanti ai tre apostoli, Gesù - ricorda Matteo (17,2) - «fu trasfigurato... il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce». L' evento è caro soprattutto alle Chiese orientali, lo si considera un' icona del cristiano, ciò che è chiamato a divenire. Da qui il titolo e l' appello a «trasformarci in Cristo». Del resto, anche San Paolo aveva raccomandato: «Trasformatevi rinnovando la vostra mente». Pagine nate in giorni di intensa meditazione, sono un piccolo breviario per ripensare la propria vita.

C.M. MARTINI C_0_articolo_306236_immagineMartini non dimentica Sant' Ignazio, né quanto il padre maestro raccomandava dando gli esercizi. Egli fece il terzo anno di noviziato in Carinzia, a St. André, e quindi rivive le antiche parole: «Vor allem sich ruhig vor Gott werden lassen» (così traduce lui stesso: «In primo luogo lasciati calmare, diventare tranquillo, quieto davanti a Dio»). Ed è fermando la corsa dei giorni, il moltiplicarsi degli affanni che si ritrova il tempo per lo spirito.

Il lettore, anche se è lontano mille miglia da questa dimensione ed è frastornato dalle nuove meditazioni sulla «morte di Dio» (è la terza stando al computo di André Glucksmann), resterà colpito dalle possibilità racchiuse nel silenzio e nella preghiera, dal tempo che si trasforma in qualcosa in cui immergersi (non è un problema da inseguire!), da questi esercizi in cui Dio si rivela alle anime. E lo farà eternamente, così come lo ha fatto prima di Cristo.

In molti ricordano Martini cardinale a Milano, altri ne rimpiangono le lezioni. Ora, dopo essersi spogliato delle cariche e di ogni cosa (vive in povertà), dopo aver ripreso i suoi studi, ci offre forse la cosa più preziosa: un aiuto per l' anima.

Con la ferrea disciplina mentale che vive in ogni discepolo di Sant' Ignazio, sta percorrendo quell' itinerario che conduce verso le cose essenziali e ultime, le uniche per cui vale la pena vivere.

 Xavier Tilliette in un suo recente saggio Che cos' è cristologia filosofica (edito da Morcelliana) scrive con arguzia: «La filosofia cristiana ha tutti i torti di esistere ma esiste». Utilizziamo queste parole anche per l' anima:

c' è, malauguratamente per qualcuno, ma c' è; e finché esiste, ci sarà qualcosa che si può chiamare fede. Il libro: Carlo Maria Martini, «La trasformazione di Cristo e del cristiano alla luce del Tabor», Rizzoli

La nostra fede non consiste soltanto nel credere in Dio
 ma anche nel credere che Dio crede in noi.

"Se all' anima guardiamo come alla porta interiore dell' uomo che si apre al trascendente, allora ogni idea religiosa perde senso se non si confronta, appunto, con la fede. Perché anima e fede si abbracciano. Da sempre".

 Armando Torno

PASCAL

PASCAL ritrattoPascal, la notte del 23 novembre 1654 in una specie di mistica visione cui segue una commozione indicibile ed effusione di lacrime, con mano tremante fissa su una piccola pergamena, chiamata poi Memoriale, la confessione della sua fede. Pascal portò sempre con sè il foglio cucito nella fodera della sua giacca. Fu ritrovato pochi giorni dopo i funerali da un domestico.
B. Pascal, Il Memoriale L'anno di grazia 1654, ‘Lunedí, 23 novembre, giorno di san Clemente papa e martire e di altri nel martirologio, Vigilia di san Crisogono martire e di altri, Dalle dieci e mezzo circa di sera sino a circa mezzanotte e mezzo,
Fuoco.
Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, non dei filosofi e dei sapienti.
Certezza, Certezza. Sentimento. Gioia. Pace.
Dio di Gesú Cristo.
Deum meum et Deum vestrum.
“Il tuo Dio sarà il mio Dio”.
Oblio del mondo e di tutto, fuorché di Dio.
Lo si trova soltanto per le vie insegnate dal Vangelo.
Grandezza dell'anima umana.
“Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto”.
Ch'io non debba essere separato da lui in eterno.
Gioia, gioia, gioia, pianti di gioia.
Mi sono separato da lui.
Dereliquerunt me fontes aquae vivae.

Gesù, che mi hai bruciato il cuore
al crocevia delle vive Scritture,
non lasciare che questa ferita
in me si chiuda..."
(D. Rimaud - Luca 24,13-35)

 jung04"Il paziente è simile ad un uomo caduto in acqua - scriveva Jung nel 1943 - e sta affogando; l’analisi ne vuole fare un palombaro. Il punto in cui il paziente cade non è casuale, lì giace un tesoro sommerso, che solo deve essere portato a galla".

  • Mi inchino a quella realtà nella quale tutti gli esseri animati ed inanimati brillano come se avessero un’esistenza separata e nella quale esistono nel tempo e si fondono...
  • Mi inchino a quella coscienza che è la sorgenza dell’ apparente triplice distinzione tra il conoscitore, la conoscenza e il conosciuto, colui che vede, l’ atto di vedere e ciò che viene visto, colui che agisce, l’ agire e l’ azione…
  •  Mi inchino a quella beatitudine assoluta che è la vita di tutti gli esseri la cui felicità e sviluppo sono spruzzi di spuma dall’ oceano di beatitudine...

La sofferenza è dovuta ad un ristagno spirituale, ad una sterilità psichica...fede, speranza, amore e conoscenza è ciò di cui ha bisogno la persona per vivere...

Nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso...(Carl Gustav Jung)

 
 

RON COLEMAN foto_coleman_internetRON COLEMAN e le "voci"

"La guarigione dalla malattia mentale è stata una questione che mi ha interessato probabilmente dal primo giorno che enrai o piuttosto fui trascinato, nell'unità psichiatrica Royal Free Londra. Fu il giorno in cui uno psichiatra, che mi aveva conosciuto da meno di un'ora, concluse che soffrivo da una malattia mentale chiamata SCHIZOFRENIA. Questo incontro di un'ora cambiò la mia vita intera"   schizofrenia guarire è possibile   

 

Padre Giulio card. bevilacquaPadre GIULIO BEVILACQUA il primo cardinale-parroco della storia.

 
LE SUE PAROLE CHE DA RAGAZZO MI HANNO FOLGORATO:

 

 
"Gesù, o è per noi contemporaneo, o cessa di essere Gesù, cioè: salvatore; perché non si salva nè dal di fuori e da lontano, ma dal di dentro e a vicino; cristianesimo e ateismo marxista si possono accordare su tale affermazione.
Gesù stesso ha esplicitamente affermata la sua contemporaneità nel tempo come nell'universalità delle creature: "Io sono con voi tutti i giorni fino alla consumazione del mondo"...
"...
Ecco fratelli miei: alcuni di voi sono venuti per vedere un cardinale. Vedete che cosa è un cardinale: un cieco che domanda a Dio in nome degli altri ciechi di vedere...
P.Bevilacqua mentre tiene l
...Perciò oggi il Cristo dall'altare  mi dice:
Non illuderti perché sei vestito di rosso, invece che di bianco.
Tutta la tua vita diventa una commedia e diventa una menzogna, se non hai capito che quando il Papa ti ha parlato della carità ti ha detto, stringendoti le mani tra le sue:
Tu, per il popolo fedele, sei disposto a dare il sangue?...

 

 


 

 

Carlo Carretto 93616ACARLO CARRETTO

Algeria_Dune_gLettere dal deserto

 

 

MAGRITTE_Renemagritte poeta dei sogni

 

Pierluigi Micheli primo piano e6ede9124570a4c577fed5836cb00d8a-1PIERLUIGI MICHELI medico di Dio nella città dell'Uomo

 

 

 

 

L'UOMO E LA MEDICINA

"La medicina è un'arte, richiede un supplemento d'anima" (f. 108)
 
 "La medicina moderna ha raggiunto un grado di tecnologia vanzatissimo, estremamente elevato, ma ha dimenticato in gran parte che possiedono virtù terapeutiche le energie che risiedono nella parola, nell'immagine, nelle arti, nella persona del medico e in noi stessi, in quella forza naturale che gli antichi chiamavano virtus "Cf. 149).

"...Alle parole si fonde il ricordo: è più che mai difficile restituire in queste pagine a Pierluigi Micheli la grandezza della sua esperienza di medico con la vitalità che gli si addice. Ci proveremo raccomandando a chi ne ha visto il volto di serbarne intatta la forza accostandovi le parole e, a chi non lo conobbe, di amare la semplice grandezza dei pensieri, ispiratori di una intensa attività tra i malati. Solo così risplenderà ancora lo sguardo del me dico che spesso guarì anime e membra. (Andrea Martano
http://www.tuoblog.it/pierluigimicheli)

LA CURA DELL'UOMO

Non un mestiere né soltanto una missione: l'essere medico fu per il nostro la vita intera. E tutto quanto a noi sembri "vita" restava per Pierluigi una questione da poco, su cui volare alto con placida coscienza. Non che non conservasse delle questioni umane una vivida consapevolezza: al contrario, la profonda analisi della situazione umana, di cui abbiamo avuto un saggio completo nelle pagine precedenti, lo condusse in breve a curarsi dell’“uomo" più che di se stesso.

L'uomo pensa, ama, soffre, ammira, prega, tutto insieme con il suo cervello, con tutti i suoi organi e con la sua anima (CarreI). La tecnica non è l'unico fattore determinante del progresso come credeva Renan. La persona umana è formata di carne (è l’io biologico), di intelletto (l' io pensante), di speranza (L’io credente).

Da questa coscienza procede: La medicina deve occuparsi del- l'uomo nella sua totalità: l'avvenire della medicina è condizionato dal concetto che si ha dell'uomo.
Il colloquio del medico ricorda la confessione.

lppocrate insegnava che il medico deve mortificare l'insolente, il prepotente; ristabilire l'ordine, l'isonomia; è ministro di giustizia, deve essere messaggero di speranza, di ottimismo, di certezza nell'avvenire. Sua deve essere una sacralità caritativa e poetica: litteratissimus et humanus (Flavio Biondo).
 
 Deve essere come il samaritano che reca l'olio per ottenere attraverso la guarigione del corpo e la salute la ripresa delle ordinarie occupazioni, degli affetti domestici, della socialità." ( Cf. 108).

"Un rimedio per ogni parte dell'uomo: ecco cosa cerca il medico nella persona di Pierluigi. È la coscienza dell'unità dell'individuo nella molteplicità delle sue parti (l'Io biologico, l'Io pensante e l'Io credente) a richiederlo in modo stringente. Per questo il medico deve essere litteratissimus et humanus: ai mali dell'Io pensante e dell'Io credente egli risponde con gli slanci della saggezza umana e non con gli artifici della tecnica medica. (idem Martano) 

 

salvagente d131_3147

  

    

 

ANGELO NOCENT

Per una LOGOS-λÏŒγος-terapia (in costruzione)

Gordon Clark, nella sua traduzione della Bibbia, ha reso "logos" con "logica": "In principio era la Logica, e la Logica era presso Dio, e la Logica era Dio". In tal modo Clark desidera affermare che le leggi della logica non sono un principio secolare imposto sulla visione cristiana del mondo, ma qualcosa già presente nella Bibbia.

Nocent Angelo R a05b9269cd5777008be1930a718754f2 Angoscia? C'è posta per te. Corri...     

 

"Ma dove lo trovo un bravo psicologo ?"

QUI: PsicoTerapeuta G  

 

annunciazione4L’autorità della fede  non è mai abbanonata dalla ragionepoiché è la ragione che considera a chi si debba credere.” (sant’Agostino)  

 

Rose rosa 258475851_ac0ef6ca2cLa mia donna si chiama Maria

 

Dolto Francoise psicanalista

FRANÇOISE DOLTO

dolto-psicanalisi del vangelo

 

 
 
ψ υ χ ή spirito, anima
ι α τ ρ ÏŒ ς  = medico

Stando al significato del termine psiche  la disciplina dovrebbe occuparsi della cura dell'anima.

Nota bene: li chiamano psico-farmaci.

Ma si possono somministrare prodotti chimici all'anima? Giustamente il Dr. Bertali preferisce  definirli cerebro-farmaci.

Ma allora...!? 

Naturalmente le scuole di pensiero si dividono. Un esempio:

  • Nell' enciclopedia si legge che la psichiatria è la branca specialistica della medicina che si occupa della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali, dal punto di vista teorico e pratico; è definibile come una "disciplina di sintesi" in quanto il mantenimento e il perseguimento della salute mentale, che è lo scopo fondamentale della psichiatria, viene ottenuto prendendo in considerazione diversi ambiti: medico-farmacologici, psicologici, sociologici, politici, giuridici.
  • HENRY EY (1900-1977), massimo psichiatra francese, scriveva alla vigilia della propria morte che La nozione di malattia mentale deve muoversi nell'orbita della biologia e della medicina. Egli definì la psichiatria come una branca della medicina che ha per oggetto la patologia della "vita di relazione" a quel livello di essa che assicura l'autonomia e l'adattamento dell'uomo nelle condizioni della propria esistenza.

PROPOSTA

Perchè non ripristinare l'elettroshok contro le convulsioni della Psichiatria?

Che cos'è?

YouTube - Psichiatria ECT - Distruggere Vite

E se proprio da AIN-KARIM partisse la scossa terapeutica risanante del  Magnificat, il  metànoite  di Giovanni ("Credete al vangelo" Gv 1,15, convertitevi, ravvedetevi, cambiate vita, pentitevi...) ossia quel mutamento di mentalità che risulta assai difficile ?

Maria è come un faro che riluce di parole sacre: 

  • Gesù il Risorto 353px-GrunewaldR"Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù...
  • ...Il messaggio di Cristo, con tutta la sua ricchezza, sia sempre presente in mezzo a voi. 
  • Siate saggi e aiutatevi gli uni gli altri a diventarlo.
  • Cantate a Dio salmi, inni e canti spirituali, volentieri e con riconoscenza.
  •  
  • e per mezzo di lui ringraziate Dio, nostro Padre. (Colossesi 3,1ss)

     

    Rose rosa 258475851_ac0ef6ca2cLa mia donna si chiama Maria

    Cercatori di speranza


    loren-mosher_1933-2004Biografia del Professor Loren Mosher

    Il Dott. Mosher ha ricevuto il suo B.A. dall’università Stanford e dalla scuola medica di Harvard il M.D., con lode, nel 1961, dove ha conseguito il suo addestramento psichiatrico. Ha ricevuto l'addestramento alla ricerca presso l'Istituto Nazionale della Salute Mentale (NIMH), programma di ricerca intramurale a Bethesda, Maryland ed alla clinica di Tavistock a Londra. Dal 1968-80 fu direttore del centro del NIMH per gli studi sulla schizofrenia. Mentre era al NIMH ha fondato ed è stato primo Redattore-Capo del “Bollettino di schizofrenia”.

    Dal 1970-1992 fu ricercatore, collaboratore, e in seguito direttore della ricerca, del progetto Soteria che rappresenta il suo contributo innovativo alla cura della schizofrenia in pazienti al primo episodio di crisi acuta. Il trattamento era effettuato in una piccola comunità senza l’uso di psicofarmaci, senza l’ausilio di personale specializzato — quali psichiatri, psicologi o assistenti sociali — e senza programmi strutturati; l’ambiente terapeutico e il rapporto umano erano gli aspetti cruciali della cura. La remissione dei sintomi avveniva dopo alcune settimane, la durata del trattamento e le ricadute erano inferiori a quelle dei pazienti trattati con psicofaramci in ospedale, l’inserimento sociale risultava migliore, con una riduzione dei costi del 40%.

    Fu direttore clinico dei servizi medico-sanitari mentali per San Diego, California, dal 7/96 all’ 11/98 ed è stato professore di psichiatria clinica alla scuola di medicina dell’Università della California a San Diego. Nel suo lavoro di psichiatra forense il Dott. Mosher fu consulente della parte lesa in due cause vinte, relative a medicazione forzata di pazienti psichiatrici (New Jersey: Renie contro Klein, 1978; Ca: Jamison contro Farribee 1983). Fu perito esperto per i querelanti in quattro cause (MD, VA, CC &AZ) contro lo Psychiatric Institutes of America (PIA) e National Medical Enterprises (NME) per la frode medica di assicurazione e negligenza professionale (1994). Non ha mai creduto nell’efficacia degli psicofarmaci e nella biopsichiatria, di cui ha anche evidenziato i conflitti di interesse diventando, ancora in vita, un punto di riferimento per l’antipsichiatria.

    loren mosher e le case soteria

    La Sua morte lascia un grande vuoto dentro di noi. È stato Maestro di scienza e di rettitudine morale con coerenza fino alla morte. Era Socio Onorario dell’Associazione che presiedo e ho ricevuto da lui preziosi consigli.

    “Ho avuto il piacere di incontrarlo una volta nel 2003 a Torino e ho apprezzato le sue straordinarie doti umane. Non dimenticheremo né la persona né la sua lezione di vita. Grazie Loren per tutto quello che hai fatto e per essermi stato amico.”

    — Dottor Claudio Ajmone, Tributo a Loren Mosher,
    NLP-3 Bulletin , n° 3, Agosto 2004.


    lukas_copyElisabeth Lukas* - Saluto i lettori della rivista Logoterapia Applicata con tutto il cuore. Tra le numerose riviste scientifiche, questa vi promette qualcosa di speciale: parlare del pensiero della logoterapia e delle sue applicazioni pratiche.

    La particolarità della logoterapia di Viktor Frankl è nella sua intensa ricerca di significato, che tocca proprio il senso del nostro tempo.

    Noi tutti siamo dei cercatori. Cerchiamo di tutto, ma soprattutto cerchiamo le risposte ai problemi che ci sembrano insuperabili e che ci si presentano dappertutto.

    Froid e Frankl copertina8Forse si è indebolita la nostra potenzialità della visione spirituale, forse è sbagliato il modo in cui vediamo le cose, forse abbiamo bisogno di nuovi "occhiali" per vedere le possibilità significative che ci circondano, che aspettano di essere raccolte e realizzate, per il bene nostro e degli altri.

    In questa nuova rivista non si danno nuovi "occhiali" su misura, ma si offre una nuova direzione, un orientamento per formare la coscienza; si dà la possibilità di formare la vita e l'agire, per una formazione significativa spirituale e vitale che porti un pizzico di speranza per il nostro mondo.

    Per tutto ciò ringraziamo la redazione di Logoterapia applicata per questi e per i futuri impegni, e auguriamo alla nuova rivista un'ampia diffusione!

    *Psicologa clinica e psicoterapeuta, Direttore dell'istituto di Logoterapia di Monaco

    Fondamentale: elisabeth lukas psico-logoterapeuta

    frankl Viktor fondatore della logoterapia disimMa cosa rappresentò la Logoterapia per Victor Emil Frankl?


    Antonia Illiano psicoterapeuta fotochisonoANTONIA ILLIANO psicologa e psicoterapeuta
     
    "La Logoterapia si presenta salda ed irripetibile già nel senso profondo della parola stessa: terapia del significato". 
     

     

     

     

    Emmanuel LEVINAS
     
    Nasce in Lituania, a Kaunas, da famiglia ebraica. Nel 1923 la famiglia si trasferisce a Strasburgo dove il giovane Levinas inizia a studiare. Nel 1928 segue le lezioni di Husserl e Heidegger a Friburgo... levinas emmanuel

    Vittorino Andreoli Psichiatra 1

    VITTORINO ANDREOLI
    "Sento forte il desiderio di svelare la mia fragilità, di mostrarla a tutti coloro che mi incontrano, che mi vedono, come fosse la mia principale identificazione di uomo, di uomo in questo mondo. Un tempo mi insegnavano a nascondere le debolezze, a non far emergere i difetti, che avrebbero impedito di far risaltare i miei pregi e di farmi stimare. Adesso voglio parlare della mia fragilità, non mascherarla, convinto che sia una forza che aiuta a vivere..." >>> uomo di vetro andreoli

     Albisetti valerio1Valerio Albisetti

    ESSERE UN PO' DEPRESSI FA BENE... 


    Valerio Albisetti, psicologo e psicoanalista, è autore di numerosi libri di successo nel campo della psicospiritualità tradotti in diverse lingue. Fra i più recenti ricordiamo: Il benessere della solitudine (20014), Essere amici o avere amici? (20023), Il viaggio della vita (19992); Ridere con il cuore (20023); Come vincere la timidezza (2003)

    "Probabilmente molti si chiederanno come mai io, psicanalista di formazione ortodossa, psicologo e psicoterapeuta, tratti della meditazione, e della preghiera cristiana in particolare. Ma chi mi segue attraverso i miei libri sa che a tempo, pur riconoscendone l'utilità tecnica soprattutto nella prima fase di un cammino di crescita spirituale, cerco una via oltre la psicanalisi, oltre la psicoterapia.

    Nel mio metodo, le coordinate referenziali determinanti sono: la persona, la realtà e, su entrambe, la morte, pur restando salve fra le altre enunciazioni, ma con un "risignificato", la fase edipica feudiana, l'ombra junghiana, la volontà di potenza adleriana... 

    “Esercito la professione di psicoanalista e psicoterapeuta da circa vent’anni [1993].  Ho curato centinaia di pazienti e, sembrerà incredibile, li ho guariti tutti...Ripensandoci, oggi, non credo siano state le psicoanalisi o la psicoterapia...

     
     
     
      
     
     
    volto DI GESU
      
    Nell'Orto degli Ulivi, in quell'oscurità sono presenti, sfilano ad uno ad uno tutti i nostri disagi della mente, vero Prof. Albisetti? 
  • paura
  • angoscia,  
  • tenebre,
  • tormento aspro, duro
  • dolore lacerante,
  • solitudine,
  • tristezza mortale,
  • grida,
  • lacrime,
  • desolazione,
  • amarezza,
  • agonia,
  • lotta,
  • misterioso silenzio di Dio,
  • ma non resa disperata...
  •  
  •  Perché temere o deridere la sua proposta terapeutica? Io ne sono convinto, la condivido e perciò me ne faccio assertore. Del resto il mio Arcivescovo Martini  non dice di non ricorrere agli specialisti ma suggerisce la terapia basilare:

     


     

    Ravasi_200 arcivescovoNel Vangelo, a partire dalla domenica delle Palme, c’è lo sforzo di riassumere in Cristo tutto lo spettro della sofferenza umana.

    • La paura della morte nell’orto del Getsemani: Padre se è possibile passi da me questo calice.
    • La solitudine: gli amici fuggono, Giuda lo tradisce, Pietro lo rinnega. Poi ancora, la sofferenza fisica in senso stretto.
    • La tortura.
    • La lunga agonia.
    • Infine, prima della morte, il silenzio di Dio: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato.

    Proprio qui è il centro della grande proclamazione cristiana: una divinità che non assiste come un imperatore indifferente alle disgrazie dell’uomo. Un Dio che, infinito ed eterno per definizione, sceglie di partecipare della fragilità e caducità legate alla condizione umana. Cristo non si comporta come un benefattore che china la mano verso il miserabile, come qualche volta fanno i medici. ...+ G.Ravasi

  •   ravasi lectio pasqua ai medici

  • Benedetto Sedicesimo gio5"Sono tanti quelli che mi scrivono chiedendo di pregare per loro : per tutti e per ciascuno ho un ricordo".
  • Tono familiare per la prima udienza estiva di papa Benedetto XVI a Castelgandolfo.
  • "Chi prega non perde mai la speranza, anche quando venisse a trovarsi in situazioni  difficili e persino umanamente disperate", ha proseguito il Papa nella breve riflessione proposta ai fedeli che affollavano il cortile della Villa Pontificia.
  •  
  •  

    C.M. MARTINI C_0_articolo_306236_immagine "La preghiera è anzitutto risposta alla Parola di Dio che per prima mi interpella e che mi raggiunge nella mia debolezza, ma anche nel mio silenzio e nella mia disponibilità all'ascolto.

    • La preghiera è lasciarsi accogliere nel mistero santo, andando per Cristo nello Spirito al Padre: il cristiano più che pregare un Dio, straniero e lontano, prega in Dio, prega nascosto con Cristo nella Trinità, sorgente e grembo di vita.
    • Quando preghi, allora, più che pensare di essere tu ad amare Dio, lasciati amare da Lui, docilmente, ciecamente, tutto abbandonandoti in Lui, tutto affidando a Lui, in spirito di lode e di rendimento di grazie.
    • Chiediti con me: trovo dei momenti in cui mi metto a tu per tu con Dio, lo ascolto, mi apro a Lui?"

    T'invito perciò a pregare così con me:

    "Signore Gesù,
    Tu sai come io avverto
    la fatica della condizione umana,
    il peso dell'ingiustizia e della fragilità, 
    dell'inadeguatezza e della paura di amare: 
    grazie per essermi venuto incontro
    nella Tua Parola e nei Sacramenti;
    grazie per avermi accolto con Te
    nel cuore del Padre,
    attirandomi nello Spirito
    a vivere il deserto fecondo della preghiera, 
    dove parli al cuore del mio cuore.

    Fa' che io sappia ricevere sempre
    con attenzione e riverenza le Tue parole, 
    per entrare attraverso di esse
    nel mistero santo di Dio,
    e camminare nei sentieri del silenzio, 
    sotto la guida e nel conforto dello Spirito. 

    Aiutami ad attingere continuamente 
    l'acqua viva della Tua grazia
    alle sorgenti sacramentali della Chiesa,
    e donami l'umiltà e la docilità di cuore 
    perché accetti di lasciarmi guidare
    con fiducia e con amore
    da chi mi offri come maestro e pastore 
    nelle vie della fede.

    Rendimi vigile e attento
    nel discernimento della volontà del Padre, 
    perché io possa in tutto
    portare a compimento
    la vocazione con cui da sempre Lui
    mi ha voluto
    e mi ha amato.

    Nell'ora del dolore e della prova
    donami la certezza di non essere solo, 
    ma di saperTi e volerTi vicino,
    per vivere con Te la mia offerta
    nella sequela umile e fiduciosa di Te. 

    E fa' che da questa accoglienza 
    perseverante e fedele dei Tuoi doni 
    io sia generato sempre di nuovo 
    come figlio della luce,
    e sappia percorrere
    con i miei compagni di fede e di vita 
    cammini di santità,
    che facciano di noi il Tuo popolo 
    risplendente di luce e di speranza".
     

    Paul Watzlawick 1phpwatzlawickPAUL WATZLAWICK - L'importanza del linguaggio nella psicoterapia: non il linguaggio come semplice mezzo d'espressione, bensì il linguaggio come arte di persuasione. Esistono due realtà:

    - quella oggettiva, esterna,

    - e l'altra, che è il risultato delle nostre opinioni sul mondo.

    La loro sintesi determina convinzioni, pregiudizi, valutazioni e distorsioni, ossia la nostra "immagine del mondo". Gli interventi linguistici tendono a modificare questa immagine e, in particolare, quando si parli di psicoterapia, "l'immagine del mondo che produce dolore".

    watzlawick pensiero 

                                 Edtih Stein e Massimiliano Maria


  • Edith Stein 225px-EdithStein"Madre mia, amatissima,
    a te il Signore ha affidato i misteri del Regno,
    sei madre del suo mistico corpo.
    Il tuo sguardo abbraccia tutti i tempi,
    tu conosci ogni membro
    e i suoi compiti mentre lo guidi.

    Ti ringrazio d'avermi chiamata
    ancor prima di sapere che da te
    viene la vocazione religiosa.

    Che cosa sarà di me? Non lo so.
    Ma considero una grazia grande
    e non meritata d'avermi eletta
    a essere tuo strumento.

    Vorrei abbandonarmi, docilmente,
    nelle tue mani, come attrezzo obbediente.
    Confido in te.
    Sei tu che renderai utile l'ottuso strumento."

    (Edith Stein)

     

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    L'ora della Lectio Divina, del Kayròs

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    postato da: sabatonotte alle ore aprile 27, 2008 21:30 | Link | commenti (2)
    categoria:001a quale psichiatria, 003 indice disagio psicologico